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Aida
e Momo i cartoon in guerra con Atlantis
di Roberto
Genovesi per Panorama Online
- La home page della Medusa che
distribuisce Aida degli Alberi [ http://www.medusa.it/ ]
- Il sito ufficiale del film Aida degli
Alberi [ http://www.aidathemovie.com/home/ ]
- La home page di Lanterna Magica che
ha prodotto Aida degli Alberi [ http://www.lanternamagica.it/home/ ]
- Il sito di Farmtoons che ha
collaborato alla realizzazione della sequenza del Sogno di
Aida di Manfredo Manfredi [ http://www.farmtoons.com/ ]
Il
cartoon made in Italy lancia una nuova sfida alla
Disney.
Aida degli Alberi e
Momo, realizzati rispettivamente da Guido
Manuli ed Enzo D’Alò, sono infatti da qualche
giorno nelle sale cinematografiche per tentare di contrastare
il successo largamente annunciato di Atlantis, l’ultima fatica dell’impero
Disney. Ma sbaglia chi crede che alle sofisticate
tecnologie di animazione computerizzata d’oltreoceano si
contrapponga solo la celeberrima creatività italiana a basso
costo. Quest’anno fantasia ed estro artistico tricolori
vengono accompagnati da budget miliardari e nuove e più
moderne tecniche di animazione. Così i tre cartoon in
gara si sono ritrovati ai blocchi di partenza sulla stessa
linea e solo quando si tireranno le somme dei risultati
del box office a fine stagione, sapremo chi ha davvero
conquistato l’immaginario dei bambini in questo Natale
2001.
«Aida regge
bene il paragone con Atlantis» intervista a
Guido Manuli
Per realizzare Aida
degli Alberi, liberamente ispirato alla Aida di
Giuseppe Verdi, hanno lavorato per tre anni ben
trecento persone. Il budget di riferimento è stato di
13 miliardi di lire e sono stati chiamati a prestare la
loro inconfondibile voce ai personaggi in scena molti
personaggi italiani del mondo dello spettacolo come Enzo
Iachetti e Massimo Lopez mentre il film viaggia sulle note
della colonna sonora creata da Ennio Morricone.
Spettacolare la sequenza Il Sogno di Aida,
realizzata da Manfredo Manfredi con il pennello
elettronico e l’assistenza della Farmtoons di Vito Lo
Russo.
Ma basterà tutto questo a convincere
il piccolo pubblico a preferire le avventure della figlia del
re di Arborea a quelle della scoppiettante compagnia disneyana
alla ricerca della mitica Atlantide? «Non è giusto
fare paragoni con i prodotti Disney – dice Guido Manuli a
Panorama Online – perché se paragoniamo i budget la
concorrenza non esiste. Sulla qualità, invece, ritengo che i
cartoon italiani siano oggi all’altezza di quelli
americani». Ma perchè un bambino dovrebbe scegliere
un cartone animato italiano invece di un kolossal
Disney? Non si tratta di dover scegliere. Il
cartoon italiano è diverso da quello americano. La Disney
mette in campo effetti speciali mirabolanti mentre noi
cerchiamo di caratterizzare di più i personaggi e di dare alla
storia contenuti forti, se vogliamo anche pedagogici.
Paradossalmente siamo in vantaggio su quel fronte che fino a
qualche anno fa era il punto forte della Disnay e cioè la
definizione approfondita della personalità dei
protagonisti. Più attenzione ai contenuti non
significa rifiutare la possibilità di adottare le più moderne
tecniche di produzione multimendiale... Affatto.
Non siamo mica rimasti all’età della pietra. Le cineprese e la
pellicola non esistono più. Per la coloritura e le riprese
usiamo tecniche computerizzate e in Aida, in particolare, ho
voluto sperimentare l’uso più complesso, soprattutto per gli
esterni, del 3D’.
«E dopo la
Gabbianella, ecco Momo, bimba non
omologabile» intervista con Enzo D’Alò
Momo è una vecchia idea di Enzo
D’Alò. Ispirato alla splendida favola di Michael
Ende (pubblicata in Italia da Longanesi), il film arriva
sul grande schermo tre anni dopo il grande successo de
La Gabbianella e il Gatto che ha praticamente
rilanciato il cartone animato tricolore con un incasso di
oltre 20 miliardi di lire. E come presentazione ha già
un biglietto aereo per il Giappone dove è stato acquistato a
suon di Yen. Giancarlo Giannini, Diego Abatantuono e Sergio
Rubini danno le voci ai protagonisti della favola oltre
alla piccola Erica Necci che fa parlare Momo. Un film
pieno di poesia, atmosfera e calore che conferma
l’inconfondibile stile di Enzo D’Alò.
Una
formula magica dagli ingredienti molto tradizionali che ha un
grande punto di riferimento. «La forza delle idee –
spiega il regista raggiunto telefonicamente da Panorama
Online – che è poi il valore aggiunto del cartone animato
italiano e di tutti i miei lavori che fanno sempre leva sui
contenuti». Una sorta di funzione
pedagogica? Forse è una sintesi riduttiva. Il
cartoon può trasmettere, attraverso metafore e paradossi e
quindi con leggerezza messaggi universali. Le emozioni sono
importanti e se la creatività è sospinta da un sogno, da una
poesia e da un desiderio di raccontare la giustizia in una
società che è diventata disumana e i cui valori sono sempre
più spesso dimenticati, allora possiamo fare a meno anche
degli effetti speciali all’americana. Con quale
spirito si potrà recepire la leggerezza e la passione di un
cartone animato, la sua fantasia e la sua utopia di un mondo
dove i buoni vincono sempre sui cattivi, dopo i fatti dell’11
settembre? Io credo nel valore comunicativo di un
film e questo vale ancor più dopo l'11 settembre. Quando
scrivo una pellicola io voglio fare un’operazione culturale
che aiuti a riflettere soprattutto pensando a quando verranno
i momenti di difficoltà. Momo si comporta come dovremmo un po’
tutti: è una bambina che vuol essere individuo e non accetta
omologazioni.
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